un regno impossibile
di mura di solido cartone
e un cuore prigoniero nella torre
guardiano solitario nel castello
un re annoiato
di monotonia e guerre alle streghe
guida la sua armata invisibile
su cavalli bagnati di corse sfrenate
gioca a scacchi con il silenzio
e ama le carte, si predice la vittoria
con un asso di cuori e beve
e mangia e dorme e sogna
le notti sono colorate
da piccole finestre di luce nel cielo
brillano come scintille nel fuoco
e scaldano pianeti lontani
si affaccia oltre il suo regno
e vede una stella cadente
un altro mondo crollare
sotto il suo sguardo severo
una pietra scagliata lontano
scaccia dalla sua mente
l’immagine dei un figlio partito
e rapito dalla sete di conquista
ma bussano alla porta
e la mente si trascina fino all’uscio
alla scoperta del mistero
del forestiero sconosciuto
l’impero della sua virilità
crolla sotto il peso di uno sguardo
e due occhi di donna
gli tagliano finemente l’anima
sembra gioiosa la sconfitta
la sua caduta è rossa
quasi quanto le labbra che lo soffocano
e lo uccidono lentamente
e lo splendore di domani
non sarà visibile ai suoi occhi
e l’odore dell’erba e degli alberi
del mattino sarà lontano ricordo
saranno lontane le mura
e le torri del suo castello
sarà lontana la noia regina del suo impero
e sarà lontano l’odore dei prati nella battaglia
sarà crollato il suo regno



























