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Il Mio Regno

un regno impossibile
di mura di solido cartone
e un cuore prigoniero nella torre
guardiano solitario nel castello

un re annoiato
di monotonia e guerre alle streghe
guida la sua armata invisibile
su cavalli bagnati di corse sfrenate

gioca a scacchi con il silenzio
e ama le carte, si predice la vittoria
con un asso di cuori e beve
e mangia e dorme e sogna

le notti sono colorate
da piccole finestre di luce nel cielo
brillano come scintille nel fuoco
e scaldano pianeti lontani

si affaccia oltre il suo regno
e vede una stella cadente
un altro mondo crollare
sotto il suo sguardo severo

una pietra scagliata lontano
scaccia dalla sua mente
l’immagine dei un figlio partito
e rapito dalla sete di conquista

ma bussano alla porta
e la mente si trascina fino all’uscio
alla scoperta del mistero
del forestiero sconosciuto

l’impero della sua virilità
crolla sotto il peso di uno sguardo
e due occhi di donna
gli tagliano finemente l’anima

sembra gioiosa la sconfitta
la sua caduta è rossa
quasi quanto le labbra che lo soffocano
e lo uccidono lentamente

e lo splendore di domani
non sarà visibile ai suoi occhi
e l’odore dell’erba e degli alberi
del mattino sarà lontano ricordo

saranno lontane le mura
e le torri del suo castello
sarà lontana la noia regina del suo impero
e sarà lontano l’odore dei prati nella battaglia

sarà crollato il suo regno

e Bukowski dove lo mettiamo?

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Andernach 1920 - San Pedro 1994

Sporco, depresso, alcolizzato, volgare, rissoso, cinico,  emarginato e a volte scrittore.

Bukowski, Buk, Chinaski, Hank.  Molti nomi, eppure solo un pensiero, un unico stile di vita, un unico e semplice modo di scrivere la propria vita - e la propria morte - quasi come fosse il copione di un film, la storia già scritta fatta degli eroi che hanno segnato la sua vita e la sua cultura, la sfida contro una società che lo annoiava e che ha vinto in tutte le sue forme. Lo si ama o lo si odia. Non esiste via di mezzo, è un Keruoak che dopo la sua strada ha deciso di fermarsi e godersi l’apatia di un bicchiere di vino, è un Hemingway che torna dal mare e si sdraia sulla sabbia e se ne frega se un’onda gli si infrange contro, è Poe che resuscita dalla sua sbornia fatale e continua a vagare tormentato tra le sue lucide allucinazioni. Ha fatto tutto per farsi odiare e la maggior parte della gente lo ama, siamo cani bastonati che tornano verso il loro padrone carnefice nella speranza che al posto di una botta arrivi una carezza, siamo talmente disgustati dai suoi rigurgiti e dai suoi eccessi di follia da esserne attratti irrimediabilmente, non possiamo fare a meno di essere presi in giro, questo vuol dire scrivere. Coinvolge nonostante sembri allontanarci come allontanava chiunque nella sua vita. Buk è Nick Belane di Pulp, è un prototipo di sè stesso, quasi si fosse progettato da solo e avesse vissuto la sua esistenza a sperimentarsi e a sperimentare, Dio e Adamo insieme in un Paradiso disperato dove nella disperazione si lascia andare fino ad affondare totalmente, consapevole di aver toccato il fondo e non poter quindi affondare ulteriormente, ha vissuto sul fondo di un abisso dal quale poteva emergere in ogni momento, grazie alla fama e alla ricchezza, ma più che i mostri degli abissi, lo terrorizzavano gli esseri in superficie. Nonostante tutto, nonostante lui, nonostante i suoi libri, ancora lo si ama.

cosa ho letto di Bukowski:

Pulp (una storia del XX secolo)

Taccuino di un vecchio Sporcaccione

Panino al prosciutto

Confessioni di un codardo

A sud di nessun nord

La sconcia vita di Charles Bukowski, biografia a cura di Jim Christy

Il Primo Giorno

Un quadro di Dalì fa da specchio

Al tuo passato.

Ti senti ridicolo nei giorni che si affacciano

E vuoto per quelli che dovranno arrivare.

Vorresti colmarti, ma non sai di cosa.

Eri così piccolo quando sei arrivato

E nessuno se ne preoccupava;

piangevi e ti credevano felice.

Una lacrima traspare

E la scia che segue

Limita la gioia

E brucia quando cade sul cuore.

Capiranno?

Forse non basterà il tempo,

forse non basterà il mondo.

Chitarra in lavorazione n.002

ecco prime foto della chitarra che tra poco sarà messa in vendita su ebay e in altri luoghi, trattasi di un corpo in acero dalla forma tipo “strato” appena stuccata e pronta per essere verniciata… (salvo ordini in anticipo sarà celeste metallizzato con pickguard e pick up bianchi); per i pick up abbiamo pensato a 3 single coil texas special, ma potremmo decidere diversamente. chi fosse interessato, per info:

andreamanka@tiscali.it

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L’amore?? AHAHAHAHAA!!!!!!!

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Sarà che una bottiglia di buon rosso mi dia uno sforzo in più per affrontare l’argomento, sarà che la vecchiaia di quasi 30 anni di vita vissuta mi bastino per criticare ogni aspetto dell’esistenza che credo mi abbia svelato ormai ogni suo volto, ma stasera voglio proprio prendermela con lui, con Cupido! Beh, inanzitutto siete innamorati? me lo auguro per voi, io lo sono, ma conosco un infinità di persone che si perdono come frammenti di comete nello spazio. Ho delle care amiche che giuro, si meriterebbero ogni bene da questo mondo ma, chissà perchè, chissà per come, finiscono sempre intrappolate in storie di 1 o 2 anni che le incatenano a illusioni transitorie, miraggi talmente spudorati che non si capisce come non si accorgano che effettivamente davanti a loro ci sia solo polvere alzata dal vento. Carissime, mi duole informarvi che io non ho il potere di aprirvi gli occhi e la mente sul vostro presente, e nemmeno mi illudo di poterlo fare, ma vedere delle creature come voi essere rapite da amabili e astuti ladroni di fanciulle in evidente stato di debolezza, mi disturba parecchio. S. hai tanto cervello e tanta bellezza, cosa ti fa credere che sulla tua isola non possa ancora arrivare un forte capitano di vascello a salvarti, o semplicemente un altro naufrago smarrito da accogliere nella tua casa solitaria? A. cosa ti fa credere che essere rimasta sola e abbandonata da chi credevi fosse la tua famiglia ti possa far illudere di trovare una nuova casa ovunque tu ti soffermi a sognare? la vita è quella vissuta ad occhi aperti, i sogni lasciamoli a chi si ferma a dormire sul suo cammino, noi stiamo svegli e andiamo avanti sulla nostra strada e guardiamo dietro ad ogni angolo senza soffermarci troppo sulle apparenze. Se amore eterno sarà, ve ne accorgerete in un solo secondo, ve lo dico per esperienza, ve lo dice uno che per anni ha vissuto con stracci al posto del cuore ed ora ha trovato una persona che gli fa girare il sangue per il corpo.

Pazienza, anche se passa il tempo e guardiamo fuori dalla finestra la gente che vive, dobbiamo aspettare. Busseranno alla nostra porta e ci chiederanno di uscire. Allora apriremo e inizieremo ancora, nuovamente, a vivere.

A. e S., il giorno che inizierete nuovamente a ridere la gente vi invidierà.

e ancora sanremo, e ancora e ancora….

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Francesco Renga prima e dopo la cura Sanremese….

Festival della musica italiana. Beh, mi permetto di dissentire… Innanzitutto perchè la musica italiana è ben’altra cosa, almeno ci spero, poi cantanti che spariscono per apparire solo durante il festival, non credo rappresentino in alcun modo la musica del nostro paese. Più simile forse ad una sagra, una fiera popolana, volti apparsi sporadicamente negli anni ‘90, vengono presentati come grossi Big della Musica Nostrana, meno famosi dei concorrenti di “Amici di Maria de Filippi”, si apprestano con le loro canzonette sussurrate e rese ancora più soporifere dall’orchestra che ostinatamente deve sviolinare chiunque, a dare vita a quello che i media ci presentano come l’evento musicale più importante dell’anno. Viva la musica indipendente che comunque sopravvive nascosta sotto colossi discografici e ci regala ancora qualcosa. Che emozioni vi danno le canzoni di quest’anno presentate a Sanremo? a me il mal di stomaco. Da quando anni fa ho visto cosa riesce a fare il palco dell’Ariston, vedi Renga che si è “ripulito” facendo dimenticare che fosse il cantante dei grandi timoria, ormai distrutti dal business e da Omar Pedrini, ricordiamoci come erano e soprattutto ricordiamoci le loro canzoni. Ora mi pare che Renga voglia rinnegare il suo passato da rockman; anche il povero Dj Francesco (ahahahha) si è dovuto trasformare in (chi ci crede?) bravo ragazzo per cercare di piacere anche lui al pubblico 60/70enne di Sanremo… povero il padre che ha rinunciato all’orgoglio per dare una possibilità di successo al figlio… beh, ogni scarraffone è bello a mamma sua…. La cosa triste è che nel prossimo futuro vedo ancora Sanremo, e ancora, e ancora…..

L’importanza di chiamarsi Ernesto….

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Premetto che qui non intendo discutere di politica, ma di un uomo.

Si dice che il Che sia il secondo uomo più famoso della storia (il primo è Gesù Cristo), sicuramente a causa di un mercato che ha trasformato la sua immagine, tra l’altro la più profonda, nell’emblema sbiadito di ogni contestazione, feticcio di ogni minuscola e insignificante rivoluzione, dimenticando il reale significato di quegli occhi nascosti sotto il basco. Suggerisco di leggere “Senza perdere la tenerezza” di Paco Ignacio Taibo II, forse l’unica vera testimonianza della vita e della lunga battaglia del Che, e “Poesie e altri scritti sulla letteratura e l’arte” dello stesso Guevara, per capire l’animo tormentato del rivoluzionario, per comprendere almeno in parte chi era il comandante. Vorrei rivolgermi ai molti giovani che ostentano le loro magliette rosse con una delle immagini più significative del Che, a quei giovani che non sanno cosa c’è dietro quegli occhi. La foto risale al 5 Marzo del 1960, ed è stata scattata di nascosto durante i funerali delle 75 vittime dell’esplosione (molto dubbia, attribuita indirettamente agli americani) di un cargo francese con 70 tonnellate di armi belga nei porti dell’Arsenale. Lo stesso Che aveva partecipato ai soccorsi dei 200 feriti circa. Nonostante abbiano celebrato i funerali in maniera molto privata, il fotografo Alberto Diaz, che cercava volti noti nelle prime file, scatta una foto dove in secondo piano appare il Comandante, nell’espressione che farà il giro del mondo ininterrottamente per decenni. In quello sguardo è racchiusa tutta la sofferenza di un popolo martoriato che cerca di sopravvivere, ma sopratutto, c’è una quantità d’odio immenso per i vicini americani, probabili colpevoli della strage. Nelle magliette e nelle bandiere questa sofferenza e quest’odio non emergono, ma devono essere sempre presenti in chi le porta, in quell’immagine c’è racchiuso tutto il senso della sua battaglia, tutto il senso della sua vita, tutto il significato della sua morte. Un uomo che voleva essere libero.

Un uomo che ora è libero ma soffre per tutti coloro che ancora subiscono e che non è riuscito a salvare. Ma cosa può un uomo solo? può liberare una nazione, ma non il mondo.

Grazie Che

Dissolvenza in nero di Andrea Manca

Un uomo seduto

su una sedia di legno

scorge nella sua mente

la tristezza del tempo.

Le sue dita spengono una candela

mentre i suoi occhi

luccicano di nostalgia.

Dissolvenza in nero.

Fragile di Andrea Manca

I tuoi occhi di cera piangono da giorni,

vuoi forse irrigare il mondo con la tua pazzia?

Sono giorni che ti sento fragile

sono giorni che mi sento fragile.

Strappo giorni alla tua vita,

i tuoi petali di rosa ad uno ad uno,

non mi vorresti uccidere?

Sono giorni che ti sento fragile

come il cristallo su cui posiamo

come il velo che ci avvolge e ci unisce.

E’ tutto fragile intorno a noi

prima o poi si romperà

ed i suoi frammenti ci feriranno.

Fragile

Sarà Migliore di Andrea Manca

Continui a cercarti nei giorni trascorsi

senza sapere che sei già perso prima ancora di nascere

e ti ritrovi ad imparare a camminare

quando gli altri ti corrono a fianco

lasciandoti solo con il rumore

dei tuoi passi.

Un uomo dorme su una panchina

lo guardi e ti chiedi come faccia:

lui sogna sereno sdraiato sul suo dolore

mentre tu resti insonne nel tuo letto di seta.

Hai chiuso la porta alle tue spalle

ed ora non hai neanche quella via d’uscita,

mi chiedi il segreto per cui vivo

senza dover pregare ogni notte:

forse perchè credo che domani

sarà migliore.

Il mio Mondo da Chitarrista Disordinato

Il mio sogno è suonare in un gruppo seriamente, ma purtroppo le giornate in “saletta” sono rare e sempre con amici diversi, quindi credo di essere una specie di “suonatore disordinato”.

Ho tre chitarre, una acustica elettrificata tipo “Ovation” rossa,

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è quella che uso di più in casa e a volte in saletta perchè adoro il suono acustico,

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Poi viene il classico, una Gibson Les Paul;

Infine una ex Yamaha, dove ormai è non è rimasto nulla di originale. ho messo le foto della lavorazione e la descrizione nella categoria “CREAZIONI”

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BELLISSIMA!!!! incredibile da suonare….

Poi ho due pedaliere ZOOM, una 505 e una GFX-4, ampli Roland ST-50R. Inoltre uso un sintetizzatore Roland D-5 (ne possedevo uno 10 anni fa ma lo avevo distrutto, ora dopo averne cercato uno in buono stato, risale agli anni ‘90, ne ho trovato uno in Texas e me lo sono fatto spedire!) per farmi le basi; ora non mi resta che imparare a suonare!!!!

VIVA LA MUSICA

I miei interessi

I miei interessi spaziano dalla musica fino al volontariato…

Suono la chitarra da circa 10 anni (e devo ancora imparare!!), mi piace comporre canzoni ma purtroppo mi manca la voce per cantarle, e di conseguenza rimangono praticamente solo nella mia testa…. Mi piace sopratutto ascoltare la musica, per la maggior parte straniera, ma di italiani apprezzo Elisa, Tiromancino, Afterhours, Morgan e Carmen Consoli. Adoro la musica anni ‘80.

Mi piace scrivere poesie e racconti brevi, il mio desiderio è pubblicarle in un libro ma questo è un progetto che realizzerò più avanti a mie spese, ho iniziato anche a scrivere un romanzo ma è molto più impegnativo di quanto pensassi e non riesco mai a sentirmi soddisfatto di quello che scrivo…. Non riesco a vivere senza leggere qualche buon libro ogni tanto, e tra i miei autori preferiti c’è Alessandro Baricco; il mio libro preferito è “Perchè non sanno quello che fanno” di Maxence Van Der Meersch.

Circa 5 anni fa ho fondato un’associazione di volontariato che si occupa della prevenzione e dello spegnimento di incendi, come saprete, la Sardegna è ogni anno logorata dal cancro del fuoco e noi facciamo il possibile nel nostro piccolo per proteggere questa terra, già piena di problemi.

A cuore aperto di Andrea Manca

Ascolta, il mio cuore ti deve parlare.

Ha da dirti quanto ti ama

e quanto ti desidera.

Ti ha offerto il suo sangue

a volte amaro

ma sempre per nutrire il tuo amore.

Mi ha suggerito i momenti

adatti per baciarti,

mi ha consigliato le frasi più dolci.

Molto spesso ha pianto al posto mio

nel suo silenzio imposto

senza mai arrendersi.

Ha dato un tetto

alle mie passioni, ai miei dolori,

ai miei ricordi.

Nel buio delle incertezze,

ha fatto luce sul nostro amore

per farlo prevalere,

nelle notti più fredde

ci ha scaldati

con il suo vivo desiderio di averti.

Ascoltalo, anche quando ti sembra zitto,

perchè neanche la morte

potrà togliergli quello che ha da dirti.

E’ tutto ciò che vuoi? di Andrea Manca

Vedo una foglia che si butta

giù dal suo ramo

chiedendo al vento

di portarla in alto. Sa che

questo non è possibile, ma

non rinuncia ai sogni

e muore, nella miseria

della morte.

Le nuvole sono tese nel cielo,

trascinate dalla corrente,

chiudo gli occhi per non sentire

il freddo;

è tutto ciò che vuoi?

Untitled di Andrea Manca

Apro gli occhi. Una forte luce

impedisce alle mie pupille di guardare.

Sono a casa?

Se è così, perchè la porta

mi guarda così male?

Non mi riconosce?

L’orologio appeso alla parete

non vuole far andare avanti le lancette,

vuole che resti a letto, forse.

Le pareti ora sembrano convergere verso

il soffitto. Ed il soffitto sale

mentre le pareti convergono.

Questo gioco non mi piace.

Maledetta porta, smettila

di fissarmi in quel modo!

Lo specchio! lo specchio

ama un altro, non è più il mio

il riflesso riportato in lui!

Basta! Basta! Basta!

Ora un mio vecchio pupazzo,

un orso col tamburo e papillon, si avvicina

a me, scavalcando monti di stoffa

che riempiono il mio letto.

- Che vuoi? Parla! -

Ma lui tace. Tace e mi fissa.

Un tempo cantavo una canzone al ritmo

delle sue bacchette a batterie.

Ora sono meno pulito.

La porta guarda in basso

rivolta verso il mio dolore;

lo specchio riflette solamente

l’aria che gli passa vicino;

L’orologio è ripartito lungo la sua lenta marcia,

la luce ha smesso di ferirmi gli occhi;

Finalmente posso riaddormentarmi,

i ricordi sono tornati a casa.

Lamusicalamusicalamusicalamusica Pausini non ne sentivo la mancanza

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Che fine ha fatto la musica??

Che fine ha fatto la voce graffiante di Janis o quella eternamente roca e stonata di Kurt? Che fine hanno fatto le note intrecciate della chitarra di Brian che avvolgevano come un vortice di suoni le virtuosità quasi naturali e spontanee di Freddy?? Dove sono nascosti i suoni cupi e gotici dei Bauhaus, le ballate dei Cure nel ricordo dei Joy Division? I giorni perfetti dei Velvet Underground, il mondo pazzo di Gary Jules, le incomprensioni tra padre e figlio di Cat Stevens, le notti di Patti e le piogge porpora di Prince? Il fluido rosa che scorreva elettronico, lagnoso, distorto come un tappeto dove poter sdraiarsi dopo viaggi onirici intorno agli universi inesplorati. Morgan risveglia certi attimi i miei nervi con scariche elettriche e improvvisi cambi di direzione e quando vorrebbe urlare, placa la furia delle sue corde vocali per sorprendermi con frasi inaspettate, i System of a Down come un Che Guevara romantico, sono duri senza dimenticare la tenerezza, gli Aerosmith stupiscono quando la voce schizza via veloce fin dove non avresti creduto. Ora la radio tossisce e sputa fuori rimasugli stomachevoli, pasti indigesti, convulsivamente mi vomita addosso banalità talmente idiote che neanche quando ero bamboccio avrei potuto ascoltare. Oltre a popstar stilose costruite per vendere, come se non bastassero, arriva  Laura a contribuire alla veloce involuzione musicale del 2000 con la sua personale visione distruttiva di pezzi di amabile musica italiana con urla strapazzanti e voce da karaoke ubriaco. Marco se n’è andato e non ritorna più, Laura. Chissà perchè?

di Andrea Manca

L’occhio di Mary di Andrea Manca

Sabato Mattina.

Ancora rugiada sui tuoi petali.

Ti ho sentita cantare per la festa

mentre stavo qui a cercare un significato

per la notte passata.

Frammenti di specchi nelle mie parole.

Ho lasciato la finestra aperta

cosicchè la musica delle tue parole

entrasse qui da me a tenermi compagnia.

Stasera ho ascoltato la quercia del giardino

che mi ha raccontato una storia,

un’altra ed un’altra ancora.

Una per ogni cerchio della sua vita.

Nel silenzio della mia stanza,

ti ho sentita vicino,

sentivo il tuo occhio che mi spiava

incastonato nel muro come una pietra preziosa.

E’ arrivata la festa, la tua voce si è persa,

hai cantato troppo chiusa nella gabbia

ed io ho torturato le tue ali per impedirti di fuggire.

Ora vedo il tuo occhio affondare nelle lacrime.

Questa notte starò solo,

senza occhi alla parete,

senza melodie profumate nell’aria.

Avrei dovuto inchiodarlo alla parete come un quadro

da non dimenticare.

Giorno Straordinario (Canzone del vagabondo) di Andrea Manca

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Un altro sole cade dietro la montagna

e un’altra notte si promette di farci sognare.

Penso tra me che forse, ci sono troppe stelle 

in cielo; sarebbe ora che ne cadesse qualcuna,

per esprimere un desiderio, cambiare, partire,

svegliarmi accanto a te.

Mi sono perso, troppi alberi in questo bosco,

mi sono ferito correndo ma non vedo cicatrici sul mio corpo,

ho patito tanto freddo che ora non c’è fuoco che mi scaldi.

Se mi guardo indietro ho le vertigini

per il vuoto lasciato alle spalle, se guardo avanti

ho troppa paura, dammi la mano.

ti spiace se piango?

Spero di no, perchè piangerò tanto

anche se oggi è un giorno straordinario.
 

Nient’altro che blu di Andrea Manca

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Un quadro

cielo e mare

nient’altro che blu.

Nei tuoi occhi.

Il mio spirito

nelle mani di un angelo.

Ho conosciuto Dio

e la sua musica.

In un quadro

nient’altro che blu.

Ho perso la mia strada di Andrea Manca

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 Io e la mia anima

giochiamo a rincorrerci,

non farci caso, lo facciamo per passarci il tempo.

Ieri ho scritto una lettera a mio fratello,

anche se, in verità, io non ho nessun fratello.

pazienza, tanto lui non lo sa.

Ho perso la mia strada.

Hai visto le foglie?

Hanno cambiato veste,

un po’ come noi, solo che loro non piangono mai.

E’ inutile che allunghiate le mani su di me,

e non pregatemi di scendere da qui,

una volta visto cosa c’è non si vuol più andar via.

Ho perso la mia strada.

C’è un gatto che dorme,

attento a non svegliarlo,

o il mio mondo sparirà, ed io con lui…

Vedi, questa stanza è il mio castello

ma è fatto di carta, non durerà.

E’ una candela accesa.

Ho perso la mia strada.

Cannibalismo sentimentale di Andrea Manca

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Coriandoli di foglie e petali

danzano in cerchio nel pavimento di casa mia:

è il carnevale della mia vita.

Silenzio.

Abbiamo esaurito le parole

e solo i nostri respiri sono udibili nella stanza

rischiarata da ombre di luce che penetrano dalla finestra;

muta melodia di sguardi, la nostra.

Ormai è troppo tardi per rialzarsi senza ferite.

Il cielo è il mare degli angeli,

ci siamo illusi di nuotarci dentro

e non ci siamo neanche alzati da terra.

Abbiamo bruciato tutto ed ora rimane cenere.

Abbiamo divorato l’amore

e ci siamo dissetati con il suo sangue,

abbiamo raccolto i suoi frutti

e stupidamente non ci siamo preoccupati

di seminarne ancora.

Love We Tear Us Apart (to Ian Curtis) di Andrea Manca

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Bussano alla porta

anche se non aprirò mai,

mi sono nascosto bene e non riusciranno

mai più a stringermi, a toccarmi.

Questa volta mi sono nascosto prorpio bene.

Ho visto alla TV la ballata romantica di un suicidio

delicatamente visionario, stupendamente reale

e mentre i miei amici cantano e mi danno dell’ idiota

e il giradischi corre veloce a 33 giri al minuto

mi sento soffocare.

Ma so che è solamente un ultimo

tenero

abbraccio

MY GUITAR

Qui racchiudo alcuni lavori che ho fatto con Sergio, un amico. Si tratta di lavorazioni su chitarre, per renderle uniche e personali.

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Le sue caratteristiche:

Siamo partiti da una Yamaha Pacifica, smontata completamente, assottigliata nel corpo e lavorata nel manico per renderlo più scorrevole, tagliata in base a un mio disegno eriverniciata con tinta poliuretanica, schermata con grafite a 5 strati, tolto il vecchio floyd rose e messo un Washburn della guitar di Nuno Bettencurt (extreme), meccaniche Grover, corde Ernie Ball 0,9. Per i Pick Up ho optato per 2 Di Marzio della Ibanez di Steve Vai, che sono l’humbucker al ponte e il single coil centrale. Il pick up al manico è un Di Marzio H4; tutta l’elettronica è stata cambiata con pezzi usati sulle Fender Stratocaster e affidata alle mani di “SUGOLOGONE”, un mago dell’elettronica specializzato in Fender che ha montato sul volume un tasto switch che splitta gli Humbucker, creando suoni potenti e puliti. per chi fosse interessato alla modifica o all’acquisto di chitarre di questo tipo, mi mandi una mail : andreamanka@tiscali.it