L’occhio di Mary di Andrea Manca
Sabato Mattina.
Ancora rugiada sui tuoi petali.
Ti ho sentita cantare per la festa
mentre stavo qui a cercare un significato
per la notte passata.
Frammenti di specchi nelle mie parole.
Ho lasciato la finestra aperta
cosicchè la musica delle tue parole
entrasse qui da me a tenermi compagnia.
Stasera ho ascoltato la quercia del giardino
che mi ha raccontato una storia,
un’altra ed un’altra ancora.
Una per ogni cerchio della sua vita.
Nel silenzio della mia stanza,
ti ho sentita vicino,
sentivo il tuo occhio che mi spiava
incastonato nel muro come una pietra preziosa.
E’ arrivata la festa, la tua voce si è persa,
hai cantato troppo chiusa nella gabbia
ed io ho torturato le tue ali per impedirti di fuggire.
Ora vedo il tuo occhio affondare nelle lacrime.
Questa notte starò solo,
senza occhi alla parete,
senza melodie profumate nell’aria.
Avrei dovuto inchiodarlo alla parete come un quadro
da non dimenticare.




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