L’occhio di Mary di Andrea Manca

Sabato Mattina.

Ancora rugiada sui tuoi petali.

Ti ho sentita cantare per la festa

mentre stavo qui a cercare un significato

per la notte passata.

Frammenti di specchi nelle mie parole.

Ho lasciato la finestra aperta

cosicchè la musica delle tue parole

entrasse qui da me a tenermi compagnia.

Stasera ho ascoltato la quercia del giardino

che mi ha raccontato una storia,

un’altra ed un’altra ancora.

Una per ogni cerchio della sua vita.

Nel silenzio della mia stanza,

ti ho sentita vicino,

sentivo il tuo occhio che mi spiava

incastonato nel muro come una pietra preziosa.

E’ arrivata la festa, la tua voce si è persa,

hai cantato troppo chiusa nella gabbia

ed io ho torturato le tue ali per impedirti di fuggire.

Ora vedo il tuo occhio affondare nelle lacrime.

Questa notte starò solo,

senza occhi alla parete,

senza melodie profumate nell’aria.

Avrei dovuto inchiodarlo alla parete come un quadro

da non dimenticare.

~ di andreamk78 su Gennaio 24, 2007.

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